ALESSANDRO ALGARDI
Bologna, 1598 - Roma, 1654
Cristo Risorto

terracotta

altezza cm 52
proveninenza:
collezione privata, Italia; Heim Gallery, Londra; collezione Arthur M. Sackler, New York



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Questa bella e toccante terracotta fu per prima individuata da Jennifer Montagu e successivamente pubblicata da Charles Avery, nel 1981, nel catalogo della mostra della collezione Arthur M. Sackler, usando le osservazioni della stessa Jennifer Montagu per la sua futura (all’epoca) pubblicazione su Algardi.
L’attribuzione ad Algardi fu fatta su basi puramente stilistiche e, osservando la testa, Montagu così la commentava “...la massa dei capelli, in parte modellata liberamente in ciocche ondulate, in parte incisa e la dolcezza dell’espressione del volto, costruito in piani larghi e semplici”. Montagu mosse alcune critiche sul modellato del torso, riprese anche da Avery, che, nella nostra opinione, ingiustamente hanno destato qualche perplessità circa la sua natura autografa, una questione che dev’essere affrontata. Questi problemi sorgono a causa della conservazione della scultura, mancante di entrambe le braccia: il braccio destro alzato è tagliato alla spalla ma un’osservazione più attenta della parte fa pensare che l’argilla fu tagliata via prima della cottura, e ciò implica che il resto del braccio venne modellato separatamente; la mancanza del braccio destro è evidentemente il risultato di una rottura accidentale.
La testa, divisa dal torso con una linea arrotondata proprio sotto le spalle, fa pensare che non sia accidentale. L’ipotesi di Avery secondo la quale per prima venne modellata la testa “...come studio sui tratti del viso e sull’espressione e, una volta sviluppato il concetto, il torso venne modellato successivamente” potrebbe risultare plausibile. Recenti prove hanno dimostrato che l’argilla impiegata per il torso è identica a quella utilizzata per la testa, ed è certo che le due parti furono cotte insieme. La differenza di qualità del modellato della testa dal torso è indubbiamente causata dalla difficoltà di leggere la scultura in maniera “corretta”,viste sue presenti condizioni. Allo stesso modo, la posizione apparentemente scomoda del corpo è dovuta alla medesima causa e sarebbe sicuramente visivamente coerente se il braccio destro del Cristo non fosse mancante ché la sua assenza causa un leggero senso di sbilanciamento.
La figura rappresentata è quella del Cristo Risorto, mostrato nel momento in cui emerge dal sepolcro, la mano destra alzata in atto di benedizione. L’ipotesi che potesse fare parte di un gruppo, o di un Noli me tangere oppure di un’Incredulità di San Tommaso, pare superflua dal momento che la figura ha un senso iconografico compiuto da sé. E certamente la nudità del corpo di Cristo, corretta rispetto al momento raffigurato, ne è un’ulteriore conferma.
La troncatura del corpo all’altezza del pube è a sua volta non casuale: probabilmente il taglio netto e duro sarebbe stato parzialmente mascherato dal modo in cui la scultura avrebbe poggiato su una base adeguata. La parte posteriore sinistra è in parte non finita e presenta un vecchio restauro di una crepa di cottura (?) che attraversa la figura. La scultura sia per la non finitezza che per la presenza nella parte posteriore di un buco posto al centro forse a scopo di fissaggio, non era concepita per una sua visione a tuttotondo.
Al momento non vi sono prove documentarie che attestino la paternità di Algardi sebbene sia da notare il suggerimento di Montagu che la scultura potrebbe essere messa in relazione con un marmo raffigurante un Ecce Homo, menzionato nel Settecento da M. Oretti in una casa a Firenze: un “Ecce Homo di marmo , al naturale dal mezzo in sù in casa Benicij” (Bologna, Bibl. Com., MSB 129, p. 23); Montague sottolinea come queste descrizioni negli inventari del Settecento fossero spesso imprecise e potrebbe essere possibile che un Cristo Risorto sia stato descritto come un Ecce Homo.


ESPOSIZIONI
C. Avery, A. Laing, Fingerprints of the Artist: European Terra-Cotta Sculpture from the Arthur M. Sackler collections, catalogo della mostra, Washington, New York, Cambridge (Mass.), 1980-1981, pp. 66-67, n. 17; J.D. Draper, European Terracottas from the Arthur M. Sackler Collections, catalogo della mostra, Metropolinan Museum of Art, New York, 1981, n. 10; I. Wardropper, European Terracotta Sculpture from the Arthur M. Sackler collections, catalogo della mostra, Art Institute of Chicago, 1987-1988, n.5.

John Winter


BIBLIOGRAFIA
J. Montagu, Alessandro Algardi, 2 voll., Hew Haven e Londra, 1985, II, p. 343, n. 33, fig. 217.