LORENZO BARTOLINI
Savignano, Prato, 1777 - Firenze, 1850
Ritratto di Carlotta Barbolani di Montauto

marmo statuario di Carrara, peduccio in marmo verde antico

cm 69 x 57 x 32, altezza totale cm 83



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Lorenzo Bartolini ebbe la sua prima formazione artistica all’Accademia di Belle Arti di Firenze, sullo scorcio del secolo andò a Parigi lavorando a importanti commissioni. Nel 1807 venne nominato da Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone, professore di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara e divenne lo scultore ufficiale della famiglia Bonaparte. Alla caduta di Napoleone, nel 1815, rientrò a Firenze trovando un ambiente ostile per le sue idee politiche ma, grazie a committenze per lo più di facoltosi stranieri riuscì comunque a risollevarsi dalla situazione di momentaneo disagio. 

Discostandosi dall’oramai sterile gusto accademico neoclassico, creò un rinnovato linguaggio sostenendo l’imitazione del bello naturale e richiamandosi alla scultura del primo Rinascimento. Gli anni 20-30 vedono oramai l’artista al vertice della popolarità con commissioni che andavano dalla realizzazione di monumenti a ritratti di personalità blasonate a livello internazionale.

La prima mostra monografica dedicata all’artista nel 2011, Lorenzo Bartolini, scultore del bello naturale, Galleria dell’Accademia, Firenze, ha reso finalmente piena giustizia a uno dei più grandi scultori italiani della prima metà dell’Ottocento.

La recente riapertura del Museo di Casa Martelli a Firenze ha permesso di identificare la nobildonna ritratta da Lorenzo Bartolini della quale sino ad ora si conosceva solamente la famiglia d’appartenenza grazie al pettine con l’arme dei Barbolani di Montauto che ferma la sua acconciatura.Nel Salone dopo la Cappella, un tempo diviso in due e controsoffittato, ma che grazie al restauro di ripristino ha rivelato un affresco legato al matrimonio tra Marianna Velluti Zati ed Alessandro di Niccolò Martelli avvenuto nel 1846, è conservato un piccolo dipinto di Luigi Mussini, siglato L.M. e datato 1845, con il ritratto di Carlotta Barbolani di Montauto, duchessa di San Clemente (Fig. 1/a, 1/b), madre di Marianna. è verosimile che la giovane sposa Marianna avesse portato con sé nella nuova abitazione il ricordo della madre, scomparsa un anno prima delle nozze. I tratti somatici molto particolari che caratterizzano il volto del ritratto di Lorenzo Bartolini, dal naso aquilino, gli zigomi alti e il mento arrotondato, sono quasi sovrapponibili a quelli del dipinto di Casa Martelli. 

Carlotta di Federigo Barbolani da Montauto (1780 - 1846) sposò nel 1805  Simone Francesco Velluti Zati, duca di San Clemente; nato il 18 novembre del 1775, fu cavaliere di devozione nell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Malta, e morì il 13 gennaio 1816 a Firenze, dove risiedeva con la famiglia. Non ebbe figli dalla sua prima moglie Margherita, figlia del barone Bettino Ricasoli. Carlotta, seconda moglie, gli diede invece quattro figli. Luisa che nel 1830 andò sposa al conte Giovan Battista Capponi e fu poi dama alla corte granducale; Clementina, morta nubile nel 1830; Marianna, dopo essere stata dama di compagnia della granduchessa vedova Maria Ferdinanda, nel 1805 sposò Alessandro Martelli, come già accennato. Unico figlio maschio, Simone Vincenzo, nato il 1° aprile del 1808 fu ciambellano del granduca Leopoldo II. Sposò Marianna del Cav. Priore Michele Giuntini.

Per quanto riguarda la cronologia, il busto potrebbe essere attorno agli anni 1820-22, basandoci su riscontri stilistici.

L'allievo di Bartolini, Elisio Schianta, nel regesto delle opere più conosciute del maestro annota la seguente opera:

    "Madame la Contesse de Montau. Ne eseguì due, uno lo mando a Parigi, l’altro lo ebbe il principe Demidoff, eseguiti dal Bartolini."

Un diretto contatto tra Carlotta e Nicola Demidoff avvenne in effetti nel 1822, quando il principe russo si stabilì a Firenze, in Palazzo San Clemente di proprietà della nobile.

Benché nel 1820 Carlotta avesse 40 anni, è possibile che lo scultore nel ritrarla la avesse ringiovanita un po’ per vezzo.