GIUSEPPE BEZZUOLI
Firenze, 1785 - 1855
La morte di Filippo Strozzi in Castel San Giovanni

olio su tela

193 x 260 cm
firmato e datato: G. Bezzuoli 1838
proveninenza:
Niccolò Puccini, Scornio, Pistoia (su sua commissione 1837); principe Strozzi



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Dal confronto con un bel disegno della collezione Batelli del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, relativo alle tre figure principali, e al bozzetto conservato alla Civica Galleria d’Arte Moderna di Milano (entrambi pubblicati in Disegni dell’Ottocento dalla collezione Batelli, catalogo della mostra a cura di Carlo Sisi, Firenze, Olschki Editore, 1987, pp. 74 -76, figg. 64 - 65), questo grande dipinto inedito va identificato con quello commissionato nel 1837 a Giuseppe Bezzuoli dal suo illustre mecenate pistoiese Niccolò Puccini, La morte di Filippo Strozzi accaduta in Castel San Giovanni, una vicenda presente negli storici cinquecenteschi, ma che ispirerà anche da Alfieri e Carlo Botta.
Proponendogli questo soggetto Puccini scriveva al pittore: “[...] Un concittadino dello Strozzi, trecento anni dopo la di lui morte, con immortale pennello rappresenterà ai presenti ed ai futuri, come con la bella morte si cancelli una vita d’infamia e di perfidia. E dal dramma del nostro quadro ne usciranno fiere considerazioni di vita e di morte. Coraggio Professore: Voi avete fra le mani uno dei più pittoreschi soggetti sella nostra Storia” (Della vita e delle opere del Professore Cav. Giuseppe Bezzuoli, Firenze 1855. p. 73). Bezzuoli terminò il quadro, di cui il bozzetto documenta una fase preliminare con una composizione diversa rispetto al disegno più vicino alla redazione finale, nel novembre 1839 e quando il committente, entusiasta, inviava l’opera alla Esposizione di Firenze sembra che “un signore americano” avesse chiesto di poterlo acquistare (Cultura dell’Ottocento a Pistoia. La collezione Puccini, Firenze 1977, p. 16).
Nella descrizione del quadri moderni della collezione Puccini, conservata nella Villa di Scornio celebre per il suo giardino romantico, il soggetto veniva descritto in questi termini: “La composizione di questo quadro è semplicissima. Filippo è già caduto supino per terra obliquamente agli spettatori: egli ha espiato col suo sangue il delitto di aver contribuito in qualche modo alla schiavitù della patria. Due soldati accorsi, tutti vestiti d’armi, leggono maravigliati un foglio, sul quale è scritto il famoso verso: Exoriare aliquis ex nostris ossibus ultor (Che nasca un giorno dalle mie ceneri un vendicatore, [Virgilio, Eneide IV, 625]). A lato dell’estinto si vede in terra un libro aperto ed intriso di sangue: è il Polibio, ch’egli studiava per valersene contro il "dominatore della Patria” (Monumenti del Giardino Puccini, Pistoia 1845, pp. 106 - 107).
Il quadro risulta nella raccolta Puccini, dove si trovava anche un’altra opera del Bezzuoli Lorenzino de’ Medici assassinato sulla piazza di San Giovanni e Paolo a Venezia eseguito nel 1840, almeno sino a 1861, quando la Pia Eredità Puccini lo presentò all’Esposizione Italiana di Firenze. Non compare invece nel catalogo della vendita all’asta della villa Puccini del 4 agosto 1862. Forse era già passato in proprietà del principe Strozzi, come indicato in elenco dattiloscritto dell’Archivio Parri, gli eredi del pittore.
L’opera è caratterizzata da una grande forza sia nella composizione, concentrata sulla posizione e i gesti delle figure principali, sia nella resa pittorica che, nel violento chiaroscuro e nei contrasti cromatici ricorda lo studio, prediletto da Bezzuoli, dei grandi pittori veneti ed in particolare Tiziano. Mentre nella rappresentazione delle corazze dei due armigeri e nel loro atteggiamento di stupore appare un evidente riferimento alla Liberazione di San Pietro affrescata da Raffaello nelle Stanze Vaticane.


Esposizioni: Esposizione di Firenze, 1839; Esposizione Italiana di Firenze, 1861, cat. n. 8174.

Bibliografia: G. La Farina, Villa Puccini – Quadri moderni, in Monumenti del Giardino Puccini, Pistoia 1845, pp. 106-107; G.B. Niccolini, Filippo Strozzi, Tragedia preceduta d’una vita di Filippo e di documenti inediti, Firenze 1847, pp. CXVII-CXVIII, n. 1; Della vita e delle opere del Professore Cav. Giuseppe Bezzoli maestro di pittura nell’I. e R. Accademia delle Belle Arti di Firenze e membro delle più celebri Accademie d’Europa: Memorie raccolte da alcuni scolari e amici, Firenze 1855, p. 73, n. 3; C. Sisi, Giuseppe Bezzuoli (1784-1855). La morte di Filippo Strozzi in Castel
San Giovanni
, Walter Padovani Antiquario, Milano 2011.