BOTTEGHE GRANDUCALI FIORENTINE

Annunciazione

Placca in pietre dure, marmo e bronzo dorato entro cornice in ebano e bronzo dorato

cm 28 x 31
primo quarto del Settecento



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Nella Firenze del crepuscolo dei Medici, manufatti di genere devozionale realizzati in materiali sontuosi e raffinati erano assai amati: basti pensare alla placca con l’Annunciazione eseguita da Giovan Battista Foggini (1653 - 1725), dal 1694 a capo della Botteghe Granducali, che Cosimo III donò al papa Innocenzo XII in occasione dell’Anno Santo. Quella dell’Annunciazione è un’iconografia fortunata presso i fiorentini a partire dalla leggenda trecentesca che narra la storia di un anonimo pittore che stava affrescando un’Annunciazione: terminato l’Angelo non sapeva come poter dipingere il volto della Madonna, tanto bello se lo immaginava, quindi si addormentò e al risveglio miracolosamente la vide già dipinta. L’affresco si trova nella chiesa della Santissima Annunziata e agli inizi del Quattrocento Michelozzo progettò un baldacchino a protezione dell’opera che rimane sempre coperta agli occhi del visitatore tranne che il giorno dell’Annunciazione e durante le Messe. Nel 1644, due anni dopo la nascita di Cosimo III, John Evelyn scriveva che l’Annunciazione era “così adornata di doni preziosi offerti dal popolo che si dice nessun’altra la superi in Italia, salvo Loreto”, e ancora, “l’immagine miracolosa è sempre coperta da tre sportelli, uno dei quali è di argento massiccio; mi pare molto scura, con la fronte e le guance più bianche, come se fosse stata schiarita raschiando. Si dice che quelli che hanno l’onore di vederla non perderanno mai la vista: beati noi”.
La placca ottagonale con fondo in marmo nero ha due ovali profilati in bronzo dorato con le figure a mezzo busto della Madonna e dell’Angelo realizzate a rilievo in calcedonio di Volterra per gli incarnati, agate per le capigliature, in lapislazzuli per il manto della Vergine, alabastro lo sfondo. Attorno agli ovali, sempre a rilievo, si sviluppano rami con foglie in diaspro verde di Corsica e fiori in calcedonio di Volterra. Ai quattro lati ovali in agata cabochon incorniciati da cartigli in bronzo dorato. La cornice modanata in legno di ebano presenta una doppia profilatura in bronzo dorato con un'importante attaccaglia di stampo fogginiano.
Le placche con l’Annunciazione conosciute hanno tutte un’impostazione molto simile: questo perché gli artefici granducali erano soliti usare per i loro manufatti gli stessi cartoni, alterandoli solo parzialmente e variando la qualità delle pietre a seconda dell’importanza del destinatario, i decori attorno alle figure e le cornici.


BIBLIOGRAFIA

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