London Art Week Digital 2020 /
LONDON ART WEEK DIGITAL 2020
3 - 10 luglio 2020
Trinity Fine Art - 15, Old Bond Street - Londra

Across Myths, Allegories and Religious Themes

La selezione di opere che siamo lieti di presentare va a toccare una varietà di soggetti, racchiudendo sia tematiche religiose che profane.

Le allegorie della Pace e della Giustizia sono presenti sia in un bozzetto in terracotta, opera dell’allievo prediletto del Canova, Rinaldo Rinaldi (1793 - 1873), sia con due figure in bronzo di Francesco Righetti (1748 - 1819) da modelli dello scultore genovese Francesco Maria Ravaschio (1743 - 1820). In queste allegorie i due scultori si avvalgono di diversi attributi iconografici per identificare le stesse personificazioni: più didascalico Rinaldo Rinaldi, mentre Francesco Maria Ravaschio, per identificare la Giustizia, anziché i più consueti gladio e la bilancia, fa ricorso al fascio littorio. All’interno delle nostre proposte la scultura riveste certamente un ruolo dominante. Lo stesso carattere dominante è inoltre ravvisabile anche all’interno di un’altra opera meritevole di essere qui citata, ovvero la figura in marmo raffigurante il Genio della caccia del milanese Pompeo Marchesi (1790 - 1858), probabilmente eseguita per la nobildonna russa Julija Samojlova che aveva una grande passione per la nobile arte venatoria.

Invece, con un dipinto entriamo nel mito di Giove e Semele, illustrato da uno dei nomi di punta della Bologna di fine ‘700, ovvero Gaetano Gandolfi (1734 - 1803). In questa piccola tela, condotta con pennellate fluide ma compatte, è illustrato il momento culminante del mito, quando Giove, a cavallo di un’aquila, si presenta alla sua amata Semele con la folgorante saetta in mano, che le sarà fatale.

Dedicato alla devozione privata, di scuola italo fiamminga degli inizi del XVI secolo, un prezioso Cristo Vivo in bronzo con la corona di spine e il perizoma in bronzo dorato che per la sua curatissima rifinitura al cesello e la preziosità cromatica si avvicina alle opere di oreficeria suntuaria e per la sua forza espressiva, piena di pathos invita al raccoglimento e alla meditazione. La figura in marmo di un Santo vescovo che trionfa sul demonio, opera di Antonio Raggi (1624 - 1686), reca nel proprio dossier di provenienza un nome d’eccellenza come quello dello storico dell’arte e collezionista Maurizio Fagiolo dell’Arco (Roma 1939 - 2002) che fu uno dei massimi esperti del periodo barocco, autore di testi fondamentali su Giovan Lorenzo Bernini e delle arti figurative italiane dell’inizio del XX secolo. Donò nel 1999 la sua collezione di arte barocca al Museo di Palazzo Chigi ad Ariccia, ma la presente scultura non rientrò nel nucleo delle opere donate, rimanendo presso il suo studio.




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London Art Week Winter 2019 /
LONDON ART WEEK WINTER 2019
1 - 6 dicembre 2019
Trinity Fine Art - 15, Old Bond Street - Londra

Una selezione di opere verrà presentata alla London Art Week Winter 2019.




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Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Firenze /
BIENNALE INTERNAZIONALE DELL'ANTIQUARIATO DI FIRENZE
21 - 29 settembre 2019
Palazzo Corsini, Firenze

BIAF XXXI edizione - la grande mostra dell'arte italiana

Firenze, Palazzo Corsini 21  -29 settembre / Preview 20 settembre, 2019

Stand 44




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London Art Week Summer 2019 /
LONDON ART WEEK SUMMER 2019
27 giugno - 5 luglio 2019
Trinity Fine Art - 15, Old Bond Street - Londra

Mostra: Una cassetta rinascimentale da Newbattle Abey

Siamo lieti di presentare, in collaborazione con Georg Laue, Kunstkammer Ltd,  "Una cassetta rinascimentale proveniente da Newbattle Abey". Datato 1565, questo raro esempio di arredo rinascimentale fa parte di un piccolo gruppo di circa una dozzina di pezzi di mobili decorati con intarsi di alta qualità raffiguranti solidi geometrici ed è l'unico esemplare del suo genere a tutt'oggi presente in Gran Bretagna.




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LE VICENDE DELL'APOLLO DI ANTONIO MINELLO NEL NUOVO LIBRO DI ANDREA BACCHI /
LE VICENDE DELL'APOLLO DI ANTONIO MINELLO NEL NUOVO LIBRO DI ANDREA BACCHI




In occasione del ritorno sul mercato dell’arte, dopo cinquant’anni di assenza, dell’Apollo di Antonio Minello - meravigliosa testimonianza del Rinascimento padovano -, lo studioso Andrea Bacchi ricostruisce magistralmente, in questo volume, tutte le tappe della sua singolare e prestigiosa vicenda collezionistica.

Tra i prediletti del letterato Marcantonio Michiel, il Minello, con le sue preziose sculture all’antica, è l’esempio perfetto di quel mondo di lusso e di raffinatezza erudita che ha contraddistinto la corte estense e gonzaghesca di inizio Cinquecento. Oltre all’altissima qualità d’esecuzione, il rilievo marmoreo dell’artista veneto gode anche di un passato che vale la pena riscoprire: transitato nelle mani dei più intelligenti mecenati della Roma barocca, l’Apollo va ad occupare, alla fine dell’Ottocento, un posto da protagonista nella collezione del conte russo Grigorij Sergeevic Stroganoff, per poi finire ad ingrossare le fila dei beni preziosi posseduti dall’illuminato collezionista triestino Camillo Castiglioni. Perduto da quest’ultimo per via di un tracollo finanziario, il Minello passa a Giuseppe Sangiorgi, il titolare della più importante galleria antiquaria di Roma all’inizio del Novecento.




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